Sonno del Primo Anno

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Con Giulia credevo di aver superato il momento più difficile quando abbiamo passato i cento giorni. Il sonno stava migliorando — non benissimo, ma ci stavo dentro. Poi a quattro mesi e undici giorni si è svegliata ogni quaranta minuti, per tutta la notte. E la notte dopo. E quella dopo ancora.

Ho cercato su internet. Ho trovato il termine "regressione del sonno dei 4 mesi" e che era normale. Ma nessuno mi spiegava perché succedeva davvero — e soprattutto nessuno mi diceva cosa fare la notte stessa. Non in teoria. Stanotte.

Ho perso settimane a cercare la causa sbagliata. Con Matteo, sapendo cosa stava per arrivare — la regressione degli otto mesi, quella dei dodici, la transizione da due pisolini a uno — l'ho attraversato in modo completamente diverso. Non perché fossi più brava: perché sapevo cosa stava succedendo.

Questo è quello che avrei voluto avere a quattro mesi di Giulia. Non la teoria sulle fasi del sonno. La storia di come le ho vissute — cosa ho sbagliato la prima volta, cosa ho fatto diversamente la seconda — con gli strumenti concreti per ogni regressione, pronti da usare la notte di stanotte.

Cosa ti porti a casa

La guida al sonno del primo anno — le tre regressioni (4, 8 e 12 mesi) spiegate con quello che è successo a Giulia e a Matteo: i segnali, quanto dura, cosa ha funzionato e cosa ha peggiorato le cose. Più la poppata notturna, la transizione da due pisolini a uno, e un capitolo per te — perché la stanchezza del secondo semestre è diversa da quella dei cento giorni.

La checklist "In quale fase siamo?" — tre colonne, una per ogni regressione. Spunti i segnali che riconosci e capisci subito dove sei. Con le azioni consigliate per ognuna, senza dover leggere tutto da capo a quattro del mattino.

La scheda "cosa fare stasera" — due scenari pratici con passi numerati: se fatica ad addormentarsi la sera, se si sveglia spesso e non si riaddormenta senza di te. Senza teorie. Quello che provi stanotte.

Da mamma a mamma

Non ti dirò che "passa presto". Ti dirò cosa sta succedendo nel cervello di tuo figlio, perché smettere di cercare la causa sbagliata cambia tutto — anche la notte stessa in cui capisci. E ti dirò cosa ho fatto io, con Giulia e con Matteo, nelle notti in cui non ne potevo più. Non per darti la risposta giusta. Per farti sentire che non sei sola a navigarci dentro.

Se ti ritrovi in quello che ho raccontato, questo è per te.

Sara

"Qualcuno che ti aiuta. Senza giudicarti."